NAZIONI UNITE e simulazioni internazionali MUN

Immaginate di entrare in un luogo dove le decisioni prese possono influenzare il futuro del pianeta, dove si discute di pace, diritti umani, ambiente e cooperazione internazionale. È questo l’universo dell’ONU / Nazioni Unite (UN = United Nations), un’organizzazione che affascina, incuriosisce e spesso ispira chi sogna un ruolo attivo nel mondo.

Dopo aver esplorato il funzionamento dell’Unione Europea, il percorso dedicato alle carriere internazionali ci porta ora al centro della diplomazia globale. Per molti studenti, avvicinarsi alle dinamiche dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) significa scoprire nuove possibilità: diventare studenti ambasciatori, partecipare a simulazioni internazionali, mettersi alla prova in attività che permettono di capire come funziona davvero il dialogo tra gli Stati.

Questo articolo vuole essere una porta d’accesso a tale esperienza: un invito a guardare oltre i confini nazionali e a immaginare il proprio futuro in un contesto internazionale. Le Nazioni Unite non sono un’istituzione inaccessibile, ma un’opportunità concreta se desideri contribuire alla costruzione di un mondo più consapevole e cooperativo. Un po’ come puoi già fare con l’Unione Europea.

Capire come funziona davvero l’ONU significa andare oltre la semplice teoria e scoprire un mondo fatto di esperienze concrete, progetti e opportunità che possono toccare da vicino anche chi oggi siede tra i banchi di scuola. L’obiettivo non è soltanto offrire qualche nozione in più, ma far comprendere come ciascuno possa trovare il proprio spazio nelle relazioni internazionali, trasformando la curiosità in possibilità reali.

Le simulazioni delle Nazioni Unite (MUN), i viaggi formativi e i percorsi internazionali non sono attività lontane: rappresentano strumenti preziosi per metterti alla prova, capire come si muove la diplomazia e acquisire competenze che restano, indipendentemente dal percorso futuro.

Questo articolo vuole quindi aprire una finestra su ciò che l’ONU offre agli studenti, su come queste attività si integrino nei PCTO e sulle opportunità che possono nascere anche da un semplice primo passo compiuto in età scolastica. È un invito a lasciarsi ispirare e a guardare lontano.

Contenuti dell'articolo

Origini ed evoluzione dell’ONU

Le Nazioni Unite (UN) non sono soltanto il palazzo che vediamo a New York: sono molto di più. Spesso le immaginiamo come qualcosa di nebuloso, ma in realtà l’ONU nasce da un bisogno concreto, quello di evitare che nel mondo si ripetano gli stessi errori della storia.

L’obiettivo fondamentale dell’organizzazione è soprattutto quello di prevenire la nascita di un altro conflitto globale.

L’ONU nasce nel 1945 a San Francisco, proprio dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. 

Il mondo si ritrova davanti a un’Europa distrutta, milioni di morti, città rase al suolo e con la consapevolezza che la tecnologia militare – a partire dalla bomba atomica – stava rendendo la guerra talmente distruttiva da mettere a rischio l’esistenza dell’umanità stessa. 

Già dopo la Prima Guerra Mondiale era stata creata la Società delle Nazioni, che però non era riuscita a impedire lo scoppio di un nuovo conflitto globale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i paesi vincitori fondarono l’ONU ispirandosi alla vecchia organizzazione internazionale.

Inizialmente dell’ONU facevano parte solo 51 stati, ma oggi gli stati membri sono ben 193: rappresentano la quasi totalità degli stati del mondo. Dal 1945 ai giorni nostri, l’organizzazione ha dovuto confrontarsi con grandi cambiamenti, poiché all’epoca la popolazione mondiale era di circa 2,4 miliardi di persone, mentre oggi siamo oltre 8 miliardi. Con questo aumento, la complessità globale è esplosa: più stati, più economie, più crisi e una crescente interdipendenza tra Paesi.

L’ONU ha dovuto adattarsi a un mondo che cambiava velocemente, facendosi arena diplomatica durante la Guerra Fredda e creando un framework per la governance globale nel periodo della globalizzazione. Viviamo in una realtà sempre più complessa e in perenne mutamento, che richiede risposte nuove e strumenti in continua evoluzione.

PILASTRI DELL’ONU

L’ONU si fonda su quattro pilastri fondamentali:

  1. Mantenimento della pace e della sicurezza internazionale: cercare di prevenire conflitti, fermarli quando scoppiano e costruire la pace dopo le guerre.
  2. Promozione dei diritti umani: proteggere le libertà fondamentali, la dignità, l’uguaglianza e i diritti di ogni individuo.
  3. Cooperazione allo sviluppo: aiutare i paesi a uscire dalla povertà, migliorare l’istruzione, la sanità, il lavoro, la civilizzazione.
  4. Rispetto del diritto internazionale: assicurarsi che gli Stati rispettino le norme internazionali a cui hanno aderito. Queste norme possono riguardare il rispetto dei diritti umanitari e la prevenzione dei conflitti.

Un esempio del quarto pilastro è il Trattato di Non Proliferazione Nucleare del 1968, ossia uno strumento internazionale che cerca di limitare la diffusione delle armi nucleari. In un mondo in cui esistono armi in grado di distruggere ogni cosa, è indispensabile regolare i conflitti armati, se prima non si riesce a prevenirli tramite un approccio diplomatico. Questo trattato ha prodotto risultati concreti: il controllo esiste ed è applicato ogni giorno.

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Cosa fa l'ONU oggi?

  • 12 missioni di peacekeeping attivate nel 2024: i caschi blu e il personale civile lavorano per proteggere i civili e sostenere i processi di pace nei Paesi coinvolti.
  • 117 milioni di persone assistite dall’UNHCR: rifugiati e sfollati trovano supporto umanitario e protezione grazie alle attività dell’Agenzia ONU per i Rifugiati.
  • 150 milioni di persone raggiunte dal WFP nel 2022: il Programma Alimentare Mondiale interviene per garantire cibo e nutrizione nelle aree colpite da crisi.
  • 28 milioni di bambini vaccinati dall’UNICEF nel 2023: decine di milioni di bambini ricevono vaccinazioni contro malattie che in alcune zone del mondo restano una minaccia gravissima.
  • 184 casi risolti dalla Corte Internazionale di Giustizia dalla sua fondazione: la Corte Internazionale di Giustizia ha trattato più di un centinaio di casi tra Stati, che spaziano dalle dispute sui confini marittimi fino ad accuse gravi come il genocidio.

Questo non significa che l’ONU funzioni sempre alla perfezione e ciò lo rende spesso oggetto di critiche. Questo è il punto chiave: l’ONU non è un governo mondiale che impone soluzioni, ma un luogo in cui gli Stati possono sedersi insieme, parlare e soprattutto negoziare. Avere un tavolo comune attorno a cui riunirsi per affrontare i problemi globali può rivelarsi essenziale per il mantenimento della pace nel nostro mondo.

I 5 ORGANI PRINCIPALI dell'ONU

L’ONU è formato da cinque organi principali delle Nazioni Unite, ognuno dei quali svolge una funzione diversa:

1. Assemblea Generale (o General Assembly)

È il principale organo istituzionale dell’ONU a cui partecipano i 193 Stati membri, ciascuno dei quali dispone di un unico voto per sessione. Nell’Assemblea Generale vengono discusse questioni riguardanti la pace, i diritti umani, l’ambiente, lo sviluppo e la riforma dell’ONU stessa

 

Nel 2022 ad esempio sono state proposte e adottate circa 339 risoluzioni, tra cui anche quella che condannava l’aggressione all’Ucraina, approvata con 141 voti favorevoli.

Le risoluzioni dell’assemblea non sono giuridicamente vincolanti come le leggi, ma hanno un enorme peso morale e politico in grado di influenzare le norme internazionali.

2. Il Consiglio di Sicurezza

Il Consiglio di Sicurezza è l’organo che si occupa del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. È composto da 5 membri permanentiStati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito (in pratica chi ha vinto la seconda guerra mondiale) – in possesso del diritto di veto. Ne fanno parte anche 10 membri non permanenti, eletti dall’Assemblea Generale per un mandato di due anni. Il Consiglio di Sicurezza è l’unico organo che può adottare decisioni vincolanti per tutti gli Stati membri al fine di prevenire crisi e conflitti.

Può IMPORRE delle sanzioni reali, autorizzare missioni militari, istituire dei tribunali internazionali o chiedere un cessate il fuoco.

In questo senso, nel 2023, il Consiglio di Sicurezza ha adottato 54 risoluzioni su diverse crisi nel Medio Oriente, nell’Africa e nella Corea del Nord.

Il Potere di Veto

Cos’è esattamente il POTERE DI VETO di cui godono i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza? Si tratta della facoltà di bloccare qualsiasi risoluzione semplicemente votando contro di essa. Questo significa che in una situazione in cui 14 membri – permanenti e non permanenti – votano a favore di una risoluzione, e uno dei cinque membri permanenti vota contro di essa, la risoluzione non passa. Solo in alcuni casi – come nella votazione di questioni puramente procedurali – non è necessario che tutti e cinque i membri permanenti siano d’accordo, ed è sufficiente che lo sia la maggioranza (che corrisponde ad almeno nove voti favorevoli).

La Russia nel 2022 ha usato il veto su risoluzioni che la condannavano per l’invasione in Ucraina, e anche gli Stati Uniti nel 2018 hanno posto il veto su dei testi che riguardavano la protezione dei civili palestinesi. Tutt’oggi ci si interroga se sia giusto che i cinque paesi permanenti abbiano questo potere: alcuni lo vedono come un fattore antidemocratico che spesso causa l’inazione, mentre altri lo difendono come garanzia di stabilità.

Emergency Meeting

Quando scoppia una crisi – come in caso di guerra, colpo di stato, attacco terroristico o genocidio – , il Consiglio di Sicurezza può convocare un emergency meeting, che è molto diverso da una seduta normale. I delegati vengono aggiornati in tempo reale sugli sviluppi della crisi, le discussioni sono molto più brevi e i tempi di negoziazione si accorciano, perché solitamente bisogna trovare una soluzione nel giro di poche ore.

Pensa ad esempio al caso dell’invasione in Ucraina: quando è accaduto, il consiglio si è riunito urgentemente. Anche nel 2017, quando la Corea del Nord aveva cominciato a fare dei test missilistici non autorizzati minacciando di voler colpire gli Stati Uniti, Il Consiglio di Sicurezza si è riunito subito in un emergency meeting e in poco tempo sono state stabilite delle sanzioni per la Corea del Nord.

3. Il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC)

Il Consiglio Economico e Sociale coordina lo sviluppo economico e sociale, occupandosi anche di diritti sociali, lavoro e istruzione. Collabora con oltre 30 agenzie specializzate, come l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, la Comunicazione e l’Informazione), l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e tante altre organizzazioni anche non governative. Supervisiona circa il 70% del budget operativo delle Nazioni Unite, quindi monitora tutte le attività sul campo, dai programmi di sviluppo alla cooperazione tecnica.

 In sostanza, l’ECOSOC decide se un paese avrà supporto per aprire delle scuole, per migliorare il sistema sanitario o per creare nuove opportunità di lavoro, incidendo profondamente sulla vita quotidiana delle persone.

4. Il Segretariato Generale

Pochi conoscono bene le funzioni del Segretariato Generale: è il principale organo amministrativo delle Nazioni Unite ed è guidato dal Segretario Generale, che attualmente è António Guterres. Possiamo vedere il Segretariato Generale come il braccio operativo dell’ONU: organizza missioni sul campo, produce rapporti, analisi e operazioni, e si occupa di logistica. È anche autorizzato a chiamare l’emergency meeting del Consiglio di Sicurezza.

Oggi il Segretariato conta circa 37.000 dipendenti in tutto il mondo.

5. La Corte Internazionale di Giustizia

La Corte Internazionale di Giustizia ha sede all’Aia, nei Paesi Bassi e ha il compito di risolvere dispute LEGALI tra gli Stati, per cui non è da confondere con la Corte Penale Internazionale – anch’essa con sede all’Aia -, che si occupa di giudicare individui accusati di CRIMINI di livello internazionale.

La Corte Internazionale di Giustizia è composta da 15 giudici eletti dall’Assemblea Generale insieme al Consiglio di Sicurezza

 

Un caso recente che ha coinvolto la Corte Internazionale di Giustizia è quello di Gambia contro il Myanmar. La CIG ha condannato il Myanmar per violazione della Convenzione sul genocidio dei Rohingya. Quindi la Corte mostra un aspetto importante dell’ONU: non si occupa solo strettamente di diplomazia, ma anche di controversie legali.

5 Organi in cui è organizzata l'ONU

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LE SIMULAZIONI (MUN) E LE OPPORTUNITÀ PER STUDENTI

Come si fa a partecipare a una simulazione delle Nazioni Unite? European People (storico partner di Sale Scuola Viaggi) è un network che permette a migliaia di studenti e studentesse di partecipare a esperienze internazionali tramite simulazioni dell’ONU. Sono in molti che dopo un’esperienza del genere fanno scelte più consapevoli su quale università frequentare e si rendono conto di saper parlare in pubblico molto meglio di quanto pensassero.

Parliamo quindi di cosa accade durante una simulazione delle Nazioni Unite. Si svolgono come un gioco di ruolo in cui i partecipanti rappresentano il delegato di uno Stato e si articolano in diverse fasi:

  • Preparazione – I partecipanti studiano il paese che rappresentano (politica, cultura, leggi, posizione geografica, ecc.) e preparano il position paper.
  • Roll Call – L’appello iniziale dove il presidente di commissione chiama per nome tutti gli stati e si risponde “presente” o “presente e votante”. È il momento in cui ci si cala nel proprio ruolo.
  • Speaker List – Ogni delegato tiene un breve discorso sul tema in agenda, presentando la posizione del proprio stato all’assemblea generale del comitato.
  • Moderated Caucus – Nella sessione moderata il presidente di commissione gestisce il dibattito e si parla per alzata di mano.
  • Unmoderated Caucus – Il momento di negoziazione in cui si creano alleanze e si discute insieme in modo più libero e informale. Lo scopo di questa fase è trovare punti d’incontro sui problemi discussi.
  • Drafting Resolution –  Si scrive la possibile soluzione al problema che si sta affrontando.
  • Voting – La procedura di votazione in cui si verificano maggioranze e si stabilisce chi sono i paesi a favore della soluzione proposta, chi è contrario e chi si è astenuto dal voto.

In queste simulazioni si allenano principalmente le abilità di public speaking, negoziazione, problem solving e leadership. L’importante è saper prendere iniziative, ascoltare gli altri e lavorare insieme.

Alcune delle opportunità concrete che comprendono viaggi e progetti utili per arricchire il tuo percorso formativo possono quindi essere:

  • EMUN (Model United Nations) a Madrid o a Parigi 
  • IMEP a Bruxelles, Roma o Milano
  • NHSMUN (National High School Model United Nations): la simulazione diplomatica dell’ONU a New York
  • Giornate della Diplomazia ONU
  • Summer school e Vacanze Studio
  • Progetti formativi a Washington

Sono tutte esperienze brevi ma intense dove ci si focalizza su tematiche di attualità. Ovviamente, non sei obbligato a partecipare a tutte queste attività: puoi iniziare con una semplice simulazione in Italia o in Europa e poi magari spingerti fino a New York. Non convincerti mai di non essere abbastanza bravo o che si tratti di esperienze troppo complicate: come già abbiamo sottolineato, si tratta di progetti alla portata di tutti, perciò bastano curiosità e voglia di mettersi in gioco!

Riepilogo finale e valore dell'esperienza

Le Nazioni Unite sono nate con uno scopo ben preciso: garantire pace e cooperazione tra gli Stati. Per farlo hanno fondato diversi organi che lavorano insieme: l’Assemblea Generale per la discussione globale, il Consiglio di Sicurezza per la sicurezza internazionale, l’ECOSOC per lo sviluppo, il Segretariato Generale per supervisione operativa e la Corte Internazionale di Giustizia per la risoluzione di questioni legali tra gli Stati. La diplomazia in questi ambiti è complessa e comporta di prendere decisioni delicate che richiedono una negoziazione continua. In tale contesto, le simulazioni come MUN ed EMUN offrono agli studenti la possibilità unica di sperimentare questi processi diplomatici in prima persona, rappresentando un Paese e costruendo soluzioni concrete.

Realtà come European People e SaleScuolaViaggi possono aiutarti a cominciare: offrono percorsi formativi, viaggi, progetti e attività che permettono agli studenti di sviluppare competenze vere, orientarsi nelle relazioni internazionali e scoprire il proprio potenziale. Le capacità diplomatiche si imparano dalle piccole cose: quando scegli di ascoltare davvero qualcuno, quando ti impegni a comprendere un punto di vista diverso dal tuo, quando decidi di proporre una soluzione a un problema.

Avvicinarti al mondo dell’ONU attraverso le simulazioni significa mettere in pratica queste abilità e ottenere un’esperienza perfetta da aggiungere al curriculum in vista di una carriera internazionale! E se ancora hai dei dubbi…

5 motivi per cui vale la pena intraprendere una carriera internazionale in ambito diplomatico

 

  1. La geopolitica è un fattore di interesse quotidiano, che riguarda il mondo in cui viviamo oggi e in cui vivremo in futuro.
  2. Formarsi come cittadini europei e globali non è un lusso, ma è una necessità. Chi non capisce il contesto in cui vive sarà sempre un passo indietro agli altri.
  3. La retorica è una competenza chiave in tantissime professioni.
  4. Capire come funzionano le istituzioni è il primo passo per migliorarle. 
  5. Tu fai parte della generazione che vivrà in prima persona le conseguenze delle scelte prese oggi su clima, diritti, intelligenza artificiale e tanto altro. 

 

Accogli nuove sfide: il viaggio verso una carriera internazionale può cominciare oggi, con piccoli passi e grande determinazione!

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