CARRIERE INTERNAZIONALI: Guida alle opportunità di lavoro per studenti delle superiori
Molti credono che una carriera internazionale inizi con un biglietto di sola andata, e forse ti hanno persino convinto che sia solo per pochi eletti. Beh, è tutto falso.
Questa guida nasce proprio per smontare l’idea che “internazionale” significhi “lontano” e per mostrarti che il primo passo può essere sorprendentemente vicino.
In un mondo in cui le opportunità si muovono oltre ogni frontiera, scegliere una carriera internazionale non è solo un’opzione: è una dichiarazione di ambizione. Significa sviluppare competenze globali, migliorare le lingue straniere, confrontarsi con culture diverse e creare una rete professionale che supera i confini geografici.
Abbracciare un percorso internazionale apre a maggiore crescita, adattabilità e realizzazione personale, preparando a un futuro dinamico e competitivo.
Lavorare in un ambiente multilinguistico, partecipare ad attività transfrontaliere, collaborare con colleghi e partner internazionali o confrontarsi con temi globali — dall’ambiente ai diritti, dalle migrazioni alla tecnologia — non è un sogno lontano: è una possibilità concreta.
La parte sorprendente è che non serve aspettare l’università!
Contenuti dell'articolo
Quando si può cominciare?
Il viaggio può iniziare già dalle scuole superiori, ed è spesso più semplice e accessibile di quanto sembri.
Un ruolo importante in questo percorso lo svolge la fondazione no profit European People (partner di Sale Scuola Viaggi), che avvicina i ragazzi al mondo internazionale attraverso simulazioni del Parlamento e delle Nazioni Unite, e supporta scuole e docenti collaborando con istituzioni europee e globali.
Sfatiamo anche un mito: intraprendere una carriera internazionale non implica necessariamente trasferirsi all’estero.
In Italia operano centinaia di ONG e realtà internazionali, e le opportunità non mancano, sia nel settore privato sia in quello pubblico, per chi possiede:
- flessibilità
- solide competenze tecniche
- buone competenze linguistiche
- abilità sociali e relazionali

Tipologie di carriere internazionali
Ma quali sono le tipologie di carriere internazionali a cui si può puntare? Per aiutarti nella scelta del tuo percorso, in questo paragrafo esploriamo prima i 5 principali settori professionali in ambito internazionale e poi ti lasciamo un veloce test per scoprire quale potrebbe essere il lavoro internazionale più adatto per te.
Istituzioni internazionali
Si tratta di organizzazioni create da Stati sovrani allo scopo di perseguire interessi comuni attraverso cooperazione e norme condivise.
Fra le istituzioni internazionali esistono:
- Nazioni Unite / ONU e relative agenzie
- Consiglio d’Europa
- Unione Europea (Commissione, Parlamento, Consiglio, agenzie)
Questo percorso è adatto a chi è appassionato di politiche globali.
Per lavorare all’interno di questa tipologia di istituzione è generalmente necessaria una laurea in:
- scienze politiche
- relazioni internazionali
- lingue
- giurisprudenza
Si tratta di un percorso formativo impegnativo che richiede l’acquisizione di competenze professionali specifiche, ma offre la possibilità di dare un contributo in settori come lo sviluppo, i diritti umani e la diplomazia.


Percorso diplomatico
Un percorso diplomatico consiste nel rappresentare il proprio Paese all’estero, gestire relazioni internazionali e negoziazioni politiche, culturali ed economiche.
Puoi decidere di studiare per lavorare nei seguenti settori:
- MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tramite concorso pubblico: https://portaleconcorsi.esteri.it)
- Consolati e ambasciate
- Attaché (addetti, funzionari) specializzati in ambiente, cultura, scienza o commercio
Si diventa diplomatico esclusivamente tramite Concorso Pubblico del MAECI, per poi iniziare come Segretario di Legazione fino ad arrivare al grado apicale di ambasciatore.
Questa strada può risultare impegnativa, ma in caso di successo si otterrà un lavoro gratificante sia a livello personale che economico.
Vale quindi la pena intraprendere una carriera diplomatica per chi sa comunicare in modo efficace e affrontare sfide con resilienza, rappresentando il proprio Paese con integrità e visione globale.
ONG (Organizzazioni Non Governative)
Le ONG sono enti indipendenti dagli Stati, che lavorano per affrontare problematiche globali legate a:
- diritti umani;
- ambiente;
- salute;
- istruzione;
- aiuti umanitari.
Non perseguono profitto: reinvestono tutto nelle loro missioni e nei progetti che portano avanti in tutto il mondo.
Le ONG hanno bisogno soprattutto di persone che supportino:
- la parte logistica;
- la comunicazione per progetti, eventi e raccolte fondi.
È un mondo enorme e molto più accessibile di quanto sembri.
Ecco alcuni esempi di ONG globali:
- Medici Senza Frontiere (ottimo per chi ha studiato medicina);
- Save the Children;
- Amnesty International;
- WWF.
Tutte richiedono forte adattabilità, empatia e condivisione dei valori etici dell’organizzazione.
Se ti interessa lavorare nelle ONG, il volontariato è un’esperienza preziosissima da inserire nel curriculum e può aiutarti anche nell’accesso a un’università internazionale.
Gli stipendi iniziali nelle ONG variano in media dai 1300 ai 1800 € al mese, con grandi opportunità di crescita: dopo pochi anni si può già arrivare a circa 2500 € mensili.
Questo percorso è indicato per chi vuole cambiare la vita delle persone, è pronto a operare in contesti complessi e si muove con passione, empatia e senso di giustizia.


Multinazionali
Le multinazionali sono numerosissime, presenti in ogni parte del mondo e spesso coinvolte in progetti globali finanziati dalla Commissione Europea oppure in eventi internazionali.
Solo per darti un’idea:
- nell’Unione Europea operano oltre 150.000 multinazionali che impiegano circa 49 milioni di persone;
- in Italia sono più di 7.000, con circa 3,7 milioni di lavoratori.
È un ecosistema enorme, molto più ampio di quanto sembri.
Ecco i principali settori in cui operano:
- finanza e banche internazionali;
- tecnologia e IT;
- risorse umane (HR);
- marketing, comunicazione, brand management;
- supply chain e logistica globale.
Le lauree utili per inserirsi in questo ambito possono variare, ma le principali sono in:
- economia, management, finanza;
- ingegneria;
- marketing e comunicazione;
- informatica, data science, intelligenza artificiale;
- lingue e relazioni internazionali.
E se pensi che tutto questo riguardi solo realtà “lontane”, considera che in Italia e in Europa operano colossi come Google, Amazon, Apple, Airbus, Nestlé, Santander, Deloitte, EY, Ferrero, Enel, Luxottica, Stellantis, L’Oréal e molti altri.
Sono aziende che assumono continuamente e che offrono:
- percorsi internazionali strutturati;
- programmi di mobilità;
- team globali e multiculturalità quotidiana.
Non c’è solo la bottega sotto casa: puoi davvero pensare in grande.
Settore turistico
Il turismo è il settore più globalizzato in assoluto, che può permetterti di lavorare ovunque: hotel, compagnie aeree, resort, fiere, eventi, crociere, servizi turistici e molto altro.
A livello globale, il comparto “Travel & Tourism” comprendeva circa 357 milioni di posti di lavoro nel 2024, e si prevede che cresceranno fino a circa 371 milioni nel 2025.
Anche in questo caso c’è una grande possibilità di crescita: si può cominciare con uno stipendio che va dai 1300 ai 1400 € e arrivare fino a circa 2800 € al mese.
Si tratta di ambiti caratterizzati da grande mobilità, come:
- tour operator globali;
- compagnie aeree;
- catene alberghiere internazionali;
- gestione di eventi e fiere internazionali;
- destination management e promozione territoriale.
Le lauree utili per entrare nel turismo possono essere varie:
- economia e management turistico;
- marketing;
- informatica e digital marketing;
- lingue;
- relazioni internazionali;
- data science o intelligenza artificiale applicata al settore.
Secondo un rapporto del World Travel & Tourism Council (WTTC), il settore genererà circa 91 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2035, ma si prevede una carenza globale di oltre 43 milioni di lavoratori rispetto alla domanda.
Nel solo settore dell’ospitalità, il deficit stimato è di circa 8,6 milioni di addetti: circa il 18% in meno di quanto sarebbe necessario.
Questo percorso è perfetto per chi ama le persone e le culture, è creativo ed energico e sa trasformare esperienze uniche in momenti memorabili per viaggiatori di tutto il mondo.

Fai il TEST e scopri il lavoro ideale per te in ambito internazionale
Carriere internazionali: opportunità e vantaggi per chi inizia presto
Oggi la richiesta di professionisti con competenze interculturali, conoscenza delle lingue straniere e abilità digitali cresce costantemente.
Pochissimi studenti italiani iniziano a prepararsi per percorsi internazionali già prima dell’università, creando un vero “gap di talento”: esistono molte opportunità, ma pochi sanno coglierle.
Chi inizia già alle scuole superiori con tirocini, stage o ruoli tecnici in aziende high-tech ottiene un vantaggio decisivo e può fare carriera in pochi anni.
Le carriere internazionali non sono lavori malpagati: gli stipendi sono spesso più alti della media italiana e la crescita salariale è più rapida. Inoltre, possedere competenze internazionali:
- aumenta del 27% le probabilità di occupazione nei primi 12 mesi
- in Europa oltre 4,6 milioni di giovani lavorano già in contesti internazionali

Le 3 competenze fondamentali
1. Lingue
L’importante non è avere una pronuncia perfetta, ma saper sostenere una conversazione, spiegare un concetto e farsi capire.
Durante una selezione ciò che viene realmente valutato è la capacità di:
- comunicare in modo comprensibile;
- comprendere ciò che l’interlocutore sta dicendo.
Avere un buon livello di inglese e possedere almeno una certificazione B2 è fondamentale: contano moltissimo nel curriculum e rappresentano un requisito chiave.
In generale, conoscere una seconda lingua straniera europea è un enorme vantaggio, che si tratti di:
- francese;
- spagnolo;
- tedesco;
- o altre lingue richieste dal mercato.
Si possono iniziare a praticare le lingue anche semplicemente partecipando a una vacanza studio all’estero, in un college o in famiglia: oltre a essere un’esperienza divertente, rappresenta un’ottima occasione per mettersi in gioco.


2. Competenze digitali
Le competenze digitali sono ormai indispensabili e rappresentano uno dei principali elementi che le aziende valutano nei giovani candidati.
È fondamentale, ad esempio, saper utilizzare:
- Pacchetto Office o Google (Docs, Sheets, Slides), alla base di qualunque lavoro d’ufficio, con particolare attenzione a Excel;
- Canva e strumenti di comunicazione visiva, per creare presentazioni e materiali chiari;
- strumenti di project management come Trello o Notion, utili per organizzare il lavoro di gruppo.
A questo si aggiungono:
- l’importanza della data literacy, ossia la capacità di leggere, comprendere e utilizzare dati semplici all’interno di report;
- una minima cybersecurity di base, utile per proteggere documenti e informazioni sensibili.
Per sviluppare queste competenze esistono numerosi corsi formativi, come l’ECDL o i corsi di programmazione.
Possedere queste abilità significa presentarsi nel mondo del lavoro con una marcia in più e dimostrare di essere pronti a inserirsi in contesti moderni e strutturati.
3. Competenze trasversali (soft skills)
Le soft skills sono un elemento decisivo nella selezione, soprattutto in contesti internazionali.
Competenze come:
- public speaking;
- capacità di lavoro in team multiculturali;
- time management;
- problem solving;
- adattabilità e resilienza;
- gestione dello stress;
- comunicazione chiara e assertiva;
sono molto apprezzate da recruiter e datori di lavoro.
Il motivo è semplice: se alla prima situazione stressante si va nel panico e vengono meno le capacità di problem solving, diventa difficile essere percepiti come professionisti affidabili.
Quando c’è un problema, saper parlare in modo chiaro, calmo e autorevole fa davvero la differenza.
Non a caso, il 93% delle organizzazioni internazionali valuta prima le soft skills delle competenze tecniche.
I dati confermano quanto siano cruciali: i profili con soft skills avanzate guadagnano in media il 23% in più entro 5 anni (report LinkedIn + World Economic Forum).
La cosa positiva è che le strade per sviluppare queste capacità sono tantissime: c’è chi preferisce studiare, chi iniziare subito a lavorare e chi sceglie un mix tra le due opzioni.
L’importante è iniziare a coltivarle, perché nel mondo del lavoro internazionale possono essere determinanti.


Esperienze da fare alle superiori
Durante gli anni delle scuole superiori, costruire le basi per una futura carriera internazionale significa cercare esperienze che aprano la mente, rafforzino le competenze e permettano di mettersi alla prova in contesti diversi.
- Simulazioni internazionali (MUN, EMUN, tornei diplomatici, gare di dibattito) che aiutano a sviluppare pensiero critico, capacità di negoziazione e consapevolezza delle dinamiche globali.
- Certificazioni linguistiche che attestano il livello raggiunto e rappresentano un vantaggio concreto per accedere a programmi accademici e opportunità all’estero.
- Progetti Erasmus+, che offrono esperienze immersive e permettono di studiare o svolgere attività formative in altri Paesi, migliorando autonomia e competenze interculturali.
- Volontariato (all’estero o in Italia), che abitua a lavorare in squadra e a conoscere nuove realtà sociali.
- Vacanze studio e corsi di lingua, brevi ma intensi, che rafforzano la padronanza linguistica e la sicurezza nel muoversi in ambienti internazionali.
Insieme, queste esperienze formano un percorso ricco e vario, capace di prepararti a vivere con sicurezza e curiosità le opportunità globali che ti attendono.

E dopo le superiori?
Per intraprendere una carriera internazionale esistono diversi percorsi, adattabili agli interessi e agli obiettivi di ciascuno.
Il più tradizionale passa attraverso l’università, scegliendo una laurea triennale o magistrale negli ambiti trattati nei paragrafi precedenti, come:
- relazioni internazionali
- lingue
- economia
- giurisprudenza
- scienze politiche
- discipline legate al turismo o al management internazionale


Accanto alla via accademica, esistono percorsi professionalizzanti legati a settori molto richiesti all’estero, come:
- turismo e hospitality
- logistica e supply chain
- marketing internazionale
- eventi e fiere internazionali
Un ruolo chiave è svolto anche dai tirocini e dagli stage all’estero, accessibili sia dopo il diploma sia durante gli studi.
Molte università, oltre ai programmi Erasmus, mettono a disposizione:
- esperienze di lavoro in azienda
- progetti di ricerca
- opportunità per redigere la tesi fuori dall’Italia

Questi percorsi combinano formazione, pratica e immersione culturale, costituendo un trampolino di lancio verso una carriera oltre i confini nazionali.
Ma le aziende cercano davvero?
Sì! La domanda di mercato per profili internazionali è in costante crescita: aziende e organizzazioni sono alla ricerca di giovani capaci di muoversi con naturalezza in contesti multiculturali.
In Europa si registrano ogni anno oltre due milioni di offerte legate a ruoli con una forte dimensione internazionale, con particolare richiesta in Paesi come:
- Francia;
- Germania;
- Belgio;
- Paesi Bassi;
- Spagna.
I settori che assumono di più includono:
- turismo;
- logistica;
- ONG;
- multinazionali;
- organizzazione di eventi e fiere internazionali.
Si tratta di ambiti che richiedono competenze linguistiche, adattabilità e visione globale.
Fra i ruoli più richiesti al momento ci sono:
- Assistente di progetto (ONG e UE);
- Junior export / marketing internazionale;
- Hospitality & customer care multilingue;
- Event assistant per fiere internazionali;
- Stage transfrontalieri (Erasmus+, aziende partner).
Una testimonianza concreta
Nel 2021, Camilla ha partecipato a una simulazione in una realtà internazionale con European People al Parlamento Europeo di Bruxelles.
Nessuno dei suoi compagni voleva partire, ma ha comunque deciso di prendere l’iniziativa e affrontare l’esperienza da sola.
Un’esperienza di questo tipo permette di incontrare tantissime persone, non solo provenienti dall’Italia ma anche da molti altri Paesi.
All’inizio Camilla non era interessata a una carriera internazionale: lo è diventata con il tempo, grazie alle esperienze fatte, che l’hanno portata a scegliere la facoltà di Relazioni Internazionali e Lingue all’Università Cattolica di Milano.
Ha iniziato ad avvicinarsi a questo percorso già dal liceo, partecipando a numerose vacanze studio, come:
- il Chichester College in Inghilterra;
- un soggiorno a Bath in famiglia.
Dopo la simulazione, Camilla è entrata a far parte di European People e da tre anni lavora nel settore della formazione, seguendo progetti in:
- Italia;
- New York;
- Parigi;
- Bruxelles.
Questa esperienza le ha dato la possibilità di tornare moltissime volte al Parlamento Europeo, dove ha incontrato ambasciatori ed europarlamentari, ampliando ancora di più il suo bagaglio personale e professionale.
Gli errori più comuni
“Basta andare all’estero” → FALSO
Un errore comune è pensare che “basta andare all’estero”: senza una struttura solida e competenze tecniche, non è sufficiente.
Le aziende cercano profili preparati e con esperienza concreta.
Secondo McKinsey, circa il 90% dei dirigenti ritiene che le soft skills siano fondamentali per le assunzioni, e chi possiede queste competenze ha maggiori possibilità di inserirsi in contesti internazionali (McKinsey – Soft skills, strong impacts).
“Aspetto l’università” → ERRORE
Non conviene aspettare l’università per iniziare a fare esperienze: prima si comincia, maggiori sono le probabilità di inserirsi in una realtà internazionale.
Secondo dati Eurostat, circa il 26% dei giovani lavora già durante il percorso scolastico o formativo (Eurostat – Young people on the labour market).
L’esempio di Camilla lo dimostra: ha iniziato al liceo e oggi lavora già nel settore.
“Serve essere ricchi o dei geni” → FALSO
C’è poi l’idea sbagliata che per intraprendere percorsi internazionali serva essere ricchi o dei geni.
Anche questo è falso: esistono tantissimi progetti accessibili, e circa il 70% di queste opportunità è finanziato da Erasmus+ o enti pubblici.
Inoltre, molti programmi non richiedono voti perfetti, ma motivazione e voglia di mettersi in gioco.
“Le lingue sono secondarie” → PERICOLOSO
Trascurare lo studio delle lingue può essere fatale.
L’inglese è richiesto nel 92% degli annunci di lavoro internazionali in Europa, e conoscere una seconda lingua può aumentare il salario dal 12% al 20%.
Ci teniamo a ripeterlo: le carriere internazionali sono assolutamente accessibili a tutti. Non esiste un percorso prestabilito, ciò che importa veramente è impegnarsi al massimo per raggiungere il proprio obiettivo.
Il primo passo non è un volo intercontinentale, ma una decisione: iniziare oggi a costruire le competenze e le esperienze che ti porteranno nel mondo.







